CER

Le comunità energetiche sono tutte uguali? Attenzione al contesto!

Nello scorso articolo abbiamo visto che cosa è una comunità energetica,  chi può costituirla e quali sono i vantaggi della stessa.   

Ma come si costituisce, nella concretezza, una Comunità energetica rinnovabile? 

Con riferimento alla costituzione delle CER, come vedremo nel proseguo di questo articolo, è necessario individuare i caratteri essenziali delle comunità energetiche per comprendere quale sia “l’abito” giuridico più opportuno. 

Sul punto si osservi che mentre agli inizi del 2019 si riteneva che la CER potesse essere costituita in qualsiasi forma giuridica, successivamente hanno trovato spazio opinioni diverse: 

1) l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), nel 2020 sostiene che le CER possono «essere costituite in qualsiasi forma giuridica (associazione, cooperativa, consorzio, partenariato, organizzazione senza scopo di lucro, “società benefit”, società a responsabilità limitata, associazione temporanea di imprese), purché tali entità, agendo a proprio nome, possano esercitare diritti ed essere soggette a obblighi»; 

2) il GSE (Gestore Servizi Energetici) affermò che CER «deve costituirsi come soggetto giuridico autonomo (quale a titolo d’esempio: associazione, ente del terzo settore, cooperativa, cooperativa benefit, consorzio, partenariato, organizzazione senza scopo di lucro); 

3) il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), nel 2024 comunicò che la CER si potesse costituire «sotto forma di associazione, ente del terzo settore, cooperativa, cooperativa benefit, consorzio, organizzazione senza scopo di lucro etc.». 

Come sostenuto anche da ARERA, con la delibera del 27 dicembre 2022 «non si ritiene opportuno che l’Autorità identifichi elementi caratterizzanti le CER e le CEC ulteriori rispetto a quelli presenti nella normativa primaria, al fine di non comprimerne la flessibilità» ma è chiaro che l’individuazione dell’ “abito giuridico” perfetto vada compiuta in piena sintonia con il volere del legislatore europeo e italiano. 

Inoltre la costituzione e la gestione delle Comunità Energetiche rinnovabili richiedono la conoscenza e il rispetto di molteplici regole, sia di natura legislativa, di natura regolamentare e di natura tecnica. 

Quali caratteristiche generali occorre considerare? 

Le principali caratteristiche delle comunità energetiche, da tener presente sono: 

  • la soggettività giuridica, pertanto la CER deve essere un soggetto giuridico distinto dai propri membri;  
  • il prevalente scopo non lucrativo: significa quindi che la CER non può essere costituita in forma di società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni in quanto proprio in virtù di quanto previsto dall’art. 2247 cod. civ. esse devono perseguire lo scopo lucrativo. Tuttavia occorre osservare che nulla si dice sulla possibilità di perseguire lo scopo lucrativo in modo secondario.  
  • lo scopo prioritario, vale a dire il raggiungimento di benefici ambientali, economici e sociali per i suoi membri o soci o al territorio in cui opera: tale vincolo va letto  nel senso che  l’energia autoprodotta deve essere utilizzata in primo luogo per il consumo istantaneo in loco ed anche per la condivisione con i membri della comunità. Pertanto la CER deve destinare la maggioranza dell’energia autoprodotta e non autoconsumata alla condivisione coi membri della comunità, che devono essere interessati alla condivisione.  
  • la “partecipazione aperta e volontaria”.  

Quale soggetto giuridico è appropriato per la costituzione di una comunità energetica? 

I caratteri, sopra analizzati devono costituire il nostro punto di partenza al fine di individuare il soggetto giuridico che meglio può rappresentare la comunità energetica.  

Tuttavia, quando si parla di Comunità energetica rinnovabile non basta analizzare quelli che sono i caratteri generali di tali coalizioni di soggetti e nemmeno considerare quelli che sono gli obbiettivi: è necessario che l’ “abito” giuridico sia “cucito” su misura con riferimento alla situazione che lo riguarda.  

In via generale la CER può essere costituita in forma di associazione, fondazione, o società. 

  • L’ASSOCIAZIONE:  

Per quanto riguarda l’associazione, essa può essere riconosciuta o non riconosciuta. L’Associazione è un modulo organizzativo conforme e compatibile con tutti i limiti previsti dalle norme in materia di Cer. Le ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE sono prive di personalità giuridica e, quindi, hanno autonomia patrimoniale imperfetta. Esse sono dotate di un fondo comune e per la loro costituzione non necessitano di atto pubblico. Le ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE, invece sono dotate di personalità giuridica e, quindi, godono di autonomia patrimoniale perfetta, hanno un loro proprio patrimonio e possono essere costituite solo tramite atto pubblico. La forma associativa ha sicuramente dei pregi, come il fatto di permettere la costituzione anche con soli due membri nonché una riduzione dei costi di costituzione e di mantenimento della struttura, ma crea non poche difficoltà nel caso di distribuzione tra gli associati dei contributi pubblici ricevuti dal GSE. 

  • LA FONDAZIONE: 

Per quanto riguarda la costituzione della CER nella forma della Fondazione essa risulta compatibile purché sia prevista una struttura aperta e democratica.  

La struttura della FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE ben si concilia con le caratteristiche della Cer in quanto si tratta di un modulo organizzativo atipico a struttura aperta che permette la collaborazione di soggetti pubblici e privati e l’aggregazione di nuovi partecipanti che diventano soggetti attivi della Fondazione. Si tratta infatti di un modello che combina tratti della Fondazione tradizionale con scopo non lucrativo e tratti dell’associazione. Due sono infatti gli elementi che caratterizzano le fondazioni di partecipazione:  

– ELEMENTO PATRIMONIALE:  vale a dire un patrimonio a struttura aperta ed a formazione progressiva che si compone di fondo di dotazione (inteso come una riserva intangibile destinata al raggiungimento dello scopo dell’ente) e fondo di gestione(inteso come il patrimonio utilizzabile nella complessiva attività di gestione); 

– ELEMENTO PERSONALE: i soggetti che fanno parte della Fondazione di partecipazione possono essere persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private (soci fondatori, soci aderenti etc.). Vi è la possibilità di prevedere un modello di gestione modulato secondo diversi caratteri di partecipazione con un peso diverso di ciascun partecipante alla fondazione. 

Tuttavia anche la CER in forma di fondazione non può ripartire tra i propri membri i contributi ricevuti dal GSE come impiego di utili, altrimenti risulterebbe violato il suo necessario scopo non lucrativo. 

  • LA SOCIETA’:  

La CER può essere costituita in forma di società lucrativa, solo se non persegue in via principale lo scopo lucrativo. Questo vincolo è rispettabile adottando la forma della società lucrativa con la qualifica di impresa sociale. 

Occorre altresì osservare la disciplina tipica delle CER, prevedendo una struttura democratica nell’atto costitutivo della CER in forma di s.p.a. impresa sociale attraverso una governance democratica . 

Infine la CER può assumere la “vesta giuridica” della SOCIETA’ COOPERATIVA: ai sensi dell’art. 2511 c.c. essa si definisce come società costituita per gestire in comune un’impresa che si prefigge lo scopo di fornire agli stessi soci (scopo mutualistico) quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta. 

Vuoi costituire una comunità energetica? Rivolgiti a Notai2021, ti aiuteranno ad individuare al meglio il soggetto giuridico più adatto alle esigenze della tua situazione concreta! 

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