uomini che formano un'associazione ETS

ETS e Nuova Disciplina per Trasformazioni, Fusioni e Scissioni

Prima di addentrarci nell’ambito delle operazioni straordinarie (trasformazione, scissione e fusione)  è necessario chiarire che cosa si intenda per enti senza scopo di lucro.

Cosa sono gli enti senza scopo di lucro?

Individuati anche con l’espressione mutuata dall’inglese di Enti non profit, essi non sono altro che enti che pur generando un profitto lo reinvestono nelle attività di cui si occupano e quindi non prevedono la distribuzione tra i membri che ne fanno parte.

Nel nostro ordinamento tali enti possono assumere forme giuridiche diverse con caratteristiche differenti a seconda del ruolo assegnato ai volontari, ai lavoratori, al patrimonio dell’ente oppure alle finalità assegnate a questo.

Quali sono gli enti non profit?

È possibile in primo luogo distinguere gli enti in:

  • Riconosciuti, quindi associazioni riconosciute e fondazioni;
  • Non riconosciuti, quindi associazioni non riconosciute e comitati.

Mentre i primi sono istituiti con atto pubblico notarile e una volta conseguita la personalità giuridica si distinguono dalle persone fisiche che hanno concorso ad istituirlo, invece con riferimento agli enti non riconosciuti, essi sono composti da più persone associate tra loro che non hanno voluto richiedere il riconoscimento o che non l’hanno ottenuto o per i quali è ancora pendente il relativo procedimento. A differenza dei primi, quindi non sono persone giuridiche e pertanto nei confronti loro e dei loro associati non operano i benefici conseguenti all’autonomia patrimoniale propri degli enti non riconosciuti.

Il codice del Terzo Settore: una riforma necessaria?

Dinnanzi al rincorrersi confuso di leggi speciali, norme civilistiche e prescrizioni fiscali in materia di enti non profit, il legislatore aveva compreso la necessita di una revisione della materia civilistica su associazioni, fondazioni e comitati, e di un riordino complessivo della legislazione speciale. Proprio in ragione di ciò e al fine di promuovere e rafforzare il ruolo delle organizzazioni non profit e di volontariato in Italia con il decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 117 è stato approvato il Codice del Terzo settore che ha introdotto la figura degli enti del Terzo settore.

Gli enti del Terzo settore (ETS) sono organizzazioni non commerciali o commerciali, costituite come Associazioni, comitato, fondazione o impresa che, perseguendo finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale, si caratterizzano per lo svolgimento in esclusiva o in via principale di una o più attività di interesse generale e per l’assenza di scopo di lucro.

Una fondamentale novità: l’art 42- bis cod. civ e il tema delle operazioni straordinarie sugli enti senza scopo di lucro

In occasione della riforma organica del Terzo settore il legislatore ha provveduto opportunamente ad inserire in questo una specifica disciplina della trasformazione, fusione e scissione degli enti non profit, a prescindere dalla loro qualificabilità in termini di “enti del terzo Settore”, come definiti dall’art. 4 del D.Lgs. 117/2017. Si tratta del nuovo articolo 42 bis c.c.

Art. 42- bis codice civile . afferma:

Se non è espressamente escluso dall’atto costitutivo o dallo statuto, le associazioni riconosciute e non riconosciute e le fondazioni di cui al presente titolo possono operare reciproche trasformazioni, fusioni o scissioni.

La trasformazione produce gli effetti di cui all’articolo 2498. L’organo di amministrazione deve predisporre una relazione relativa alla situazione patrimoniale dell’ente in via di trasformazione contenente l’elenco dei creditori, aggiornata a non più di centoventi giorni precedenti la delibera di trasformazione, nonché la relazione di cui all’articolo 2500 sexies, secondo comma. Si applicano inoltre gli articoli 2499, 2500, art. 2500 bis del c.c., 2500 ter, secondo comma, 2500 quinquies e 2500 novies, in quanto compatibili.

Alle fusioni e alle scissioni si applicano, rispettivamente, le disposizioni di cui alle sezioni II e III del capo X, titolo V, libro V, in quanto compatibili.

Gli atti relativi alle trasformazioni, alle fusioni e alle scissioni per i quali il libro V prevede l’iscrizione nel Registro delle imprese sono iscritti nel Registro delle Persone Giuridiche ovvero, nel caso di enti del Terzo settore, nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
Sono dunque possibili le operazioni straordinarie degli enti senza scopo di lucro?

Il nuovo art. 42- bis c.c. colma così un vuoto legislativo: infatti esso, va direttamente a disciplinare le operazioni di trasformazione, fusione e scissione che riguardano gli enti non profit. Tale conclusione è confermata dal fatto che si parla proprio di “reciproche” trasformazioni, fusioni o scissioni che possono riguardare le associazioni riconosciute e non, e le fondazioni. Nel caso in cui invece l’ente di partenza o quello di arrivo si rappresentato da un ente societario, è necessario fare riferimento a specifiche disposizioni: gli articoli 2500- septies e 2500-octies cod. civ.

La norma, considerata anche la sua collocazione nel titolo II del libro I del codice civile, ha un campo di applicazione molto ampio e infatti risulta applicabile non solo con riferimento agli ETS, ma anche a tutti quegli enti che non sono qualificabili come tali.

Conseguenza principale di ciò si ha in tema di pubblicità: infatti nel caso in cui tali operazioni coinvolgano associazioni e fondazioni sprovviste dei requisiti che le qualificano quali enti del Terzo Settore, la relativa pubblicità si realizza, nel Registro delle Persone Giuridiche; se invece si tratta di operazioni coinvolgenti associazioni riconosciute, associazioni non riconosciute e fondazioni qualificate come enti del Terzo Settore, la relativa pubblicità si attua nel Registro unico nazionale del Terzo Settore.

La possibilità di realizzare le operazioni straordinarie di fusione, scissione e trasformazione è condizionata dalla legge alla circostanza che ciò non sia “espressamente escluso dall’atto costitutivo o dallo statuto”. Pertanto qualora l’atto costitutivo o lo statuto nulla preveda, l’ente può in linea di principio attuare siffatte operazioni. Nel caso in cui invece sia stato inserito nell’atto costitutivo o nello statuto tale divieto, ci si chiede se sia possibile compiere tali operazioni, previa eliminazione della clausola statutaria di divieto.

La possibilità di eliminare tale divieto è sicuramente possibile, anche contestualmente all’operazione straordinaria che si intende perseguire, subordinando però l’efficacia della trasformazione, fusione o scissione a quella dell’abrogazione dei divieto statutario  e realizzando così quelle che vengono definite “decisioni a cascata”.

Se bisogno di ulteriori informazioni sugli enti non profit o non sai come procedere in caso di operazioni straordinarie, rivolgiti ai Notai2021, sapranno darti i migliori consigli.

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