Agosto è il mese delle ferie, del mare, della montagna e – per molti – dei sogni immobiliari. In tanti, dopo qualche giorno di relax, iniziano a fantasticare sull’acquisto di una seconda casa. Un rifugio personale o un investimento da tramandare. Ma, come spesso accade, dietro le scelte emotive si nascondono importanti implicazioni giuridiche.
Acquisto seconda casa ed implicazioni giuridiche
Una formula diffusa, anche se spesso poco compresa, è quella della multiproprietà. Si tratta dell’acquisto frazionato di un immobile, generalmente in luoghi turistici, che dà diritto al godimento dell’alloggio in uno specifico periodo dell’anno. È una forma di diritto reale, ma limitato nel tempo. Ogni “proprietario” ha l’uso esclusivo dell’immobile per una o più settimane all’anno, ma con vincoli precisi sulla gestione, la manutenzione e le modalità di utilizzo. Prima di aderire a questo tipo di contratto è fondamentale esaminare attentamente il regolamento dell’edificio, il sistema di prenotazione dei turni e le clausole relative alla rivendita. Spesso, infatti, è proprio la difficoltà a dismettere il proprio diritto a generare contenziosi o disillusioni.
Un’altra modalità che suscita interesse, soprattutto per chi vuole acquistare con un orizzonte temporale più lungo, è la compravendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto. Chi cede la nuda proprietà di una casa – magari proprio quella delle vacanze – mantiene il diritto di abitarla per tutta la vita o per un certo numero di anni. È una soluzione che consente al venditore di ottenere liquidità, senza rinunciare all’utilizzo dell’immobile, e all’acquirente di fare un investimento a medio-lungo termine. L’usufruttuario ha il diritto di godere del bene, anche concedendolo in locazione, e l’obbligo di mantenerlo in buono stato. Le spese ordinarie sono a suo carico; quelle straordinarie spettano invece al nudo proprietario.
Attenzione, infine, all’aspetto fiscale: se l’immobile acquistato non è destinato ad abitazione principale, ma resta una seconda casa, sarà soggetto all’IMU, da corrispondere ogni anno anche se l’uso effettivo è limitato a pochi mesi. Inoltre, le imposte al momento dell’acquisto saranno più elevate (9% per gli atti tra privati), ma con il vantaggio di potersi basare sul valore catastale e non sul prezzo di mercato. Nei luoghi di villeggiatura, dove il valore catastale è spesso molto più basso del prezzo reale, ciò può rappresentare un risparmio significativo.
Per trasformare un sogno in un progetto solido, il consiglio del notaio può essere il primo passo verso una vacanza davvero serena.
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