La Novità: Cosa Cambia per i Trust
Recentemente, sono state introdotte nuove regole che riguardano la tassazione dei trust, in particolare per chi riceve benefici da questi strumenti.
Mentre in passato, in particolare l’Agenzia delle Entrate, aveva affermato il principio della c.d. tassazione all’entrata, in base al quale l’imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale è dovuta al momento dell’apporto dei beni in trust, la Cassazione più volte aveva sostenuto il principio della c.d. tassazione all’uscita, in base al quale l’imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale è dovuta al momento del trasferimento dei beni ai beneficiari. Alla fine anche l’Agenzia delle Entrate aveva recepito e fatto proprio questo orientamento. Oggi L’art.4bis TUS, introdotto dal d.lgs.139/2024, al comma 1, recepisce il principio della c.d. tassazione all’uscita. Ne consegue che, per espressa previsione di legge, l’imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale è dovuta al momento del trasferimento dei beni ai beneficiari e non al momento dell’apporto dei beni in trust.
Se ne ricava dunque che:
- l’atto istitutivo del trust viene tassato con imposta di registro in misura fissa pari a 200 Euro;
- l’atto con cui il trust viene dotato di patrimonio viene tassato con imposta di registro in misura fissa pari a 200 Euro;
- se il trust viene dotato di beni immobili abbiamo anche la tassazione con imposta ipotecaria fissa previa di 200 Euro e l’imposta catastale fissa pari a 200 Euro;
- nel momento in cui vi è trasferimento del patrimonio vincolato ai beneficiari, se questo comporta arricchimento gratuito si applica l’imposta di donazione.
L’imposta di donazione richiede necessariamente di tenere in considerazione il rapporto tra disponente e beneficiario, infatti:
– nel caso di coniuge e parenti in linea retta l’aliquota è del 4% e la franchigia è di Euro 1.000.000;
– nel caso di fratelli e sorelle l’aliquota è del 6% e la franchigia è di Euro 100.000;
– nel caso di parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale entro il terzo grado, l’aliquota è al 6% senza alcuna franchigia;
– per gli altri parenti l’aliquota è all’8% senza alcuna franchigia.
È comunque possibile alterare questo meccanismo da parte del disponente o dal trustee, prevedendo una tassazione in entrata, cioè nel momento in cui il trust viene dotato di patrimonio, ma in questo caso non sarà possibile formulare una richiesta di rimborso, nel caso in cui il trasferimento di beni al beneficiario non si verifichi. Allo stesso tempo però se il trasferimento si verifica, non vi sarà alcuna ulteriore tassazione con riferimento all’atto di trasferimento.
In particolare, le modifiche normative hanno chiarito la distinzione tra trust opaco e trust trasparente, influenzando direttamente il modo in cui i beneficiari sono tassati. Questa distinzione è cruciale: mentre nel trust trasparente i redditi sono imputati direttamente ai beneficiari, nel trust opaco i redditi rimangono soggetti a tassazione in capo al trust stesso.
Le novità normative riguardano anche i trust già vigenti alla data del 1° gennaio 2025.
Un altro aspetto rilevante riguarda la tassazione di beni e redditi esteri gestiti tramite trust. Le nuove regole puntano a combattere l’elusione fiscale, imponendo una maggiore attenzione nella dichiarazione dei beni e nel calcolo delle imposte.
Le Soluzioni: Come Gestire al Meglio il Cambiamento
Per evitare problemi o incertezze, è importante adottare un approccio proattivo e ben strutturato. Ecco alcune azioni fondamentali da intraprendere:
- Analizzare il proprio trust: È essenziale verificare se il trust che hai già istituito o che intendi creare rispetta le nuove normative. Questo implica una revisione della documentazione e una verifica dettagliata della struttura del trust.
- Ottimizzare la fiscalità: Collaborare con un professionista per identificare strategie che consentano di minimizzare l’impatto fiscale senza incorrere in sanzioni. Sarà necessario valutare se sia più vantaggioso riorganizzare il trust come trasparente o opaco in base alle esigenze specifiche.
- Gestire beni e redditi esteri: Se il trust include beni situati all’estero, è fondamentale rispettare gli obblighi di trasparenza e dichiarazione previsti dalle nuove norme.
- Aggiornarsi sulle novità legislative: Il panorama normativo è in continua evoluzione. Tenersi informati è cruciale per evitare errori e sfruttare eventuali opportunità di pianificazione patrimoniale.
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